Dalle risposte di Mario scoprirete come ci siamo conosciuti. Vi dico solo che quando ha recitato la poesia mi e' venuta in mente mia nonna (napoletana) che mi avrebbe detto: "Questa e' una persona per bene." E la mia pancia, invece, ha detto: "Lui e' Ferdinando Quagliolo". Per me, da regista, Mario e' stata una scoperta fortunata. Certo, sapendo che faceva l'avvocato ho pensato che recitare poteva venirgli naturale, ma posso ora dire che "ce l'ha nel sangue".
Ecco cosa ha scritto Mario Traverso (alias Ferdinando Quagliolo, il proprietario del Banco del Lotto)
Perche' hai deciso di recitare?
Perché a volte il destino gioca dei bellissimi “scherzi” o meglio procura delle fantastiche combinazioni. Non avevo mai recitato in teatro. Una sera a cena ho conosciuto la regista di Non ti pago, Maria Chiara Russo, ho recitato per caso una poesia di Totò in napoletano e lei mi ha propo
sto la parte di Ferdinando Quagliolo. Non potevo non accettare: quando avevo 12 anni aspettavo la sera per poter vedere le commedie di Eduardo in televisione! A cena costringo i miei amici ad ascoltare le poesie di Totò e di Eduardo recitate da me. E’ stato come tirar fuori qualche cosa che covava da sempre.Come vedi il tuo personaggio?
E’ un personaggio napoletano antico, un genitore napoletano che vede sua figlia allontanarsi da sé, la sua posizione di proprietario di banco lotto che finirà ad un giovane (che sposerà sua figlia) del quale lui deve avere il controllo, deve sapere tutto, si deve poter fidare. Il tutto nell’atmosfera tutta napoletana dei sogni, dei numeri al lotto, delle tradizioni più strane, in un certo senso magiche. Un personaggio burbero, prepotente, un po’ ridicolo nel suo conservatorismo esasperato, ma troppo simpatico nei suoi dialoghi con gli altri personag
gi.Come vedi te stesso nei panni del tuo personaggio
La mia persona non ha nessun rapporto col personaggio, siamo diversissimi. Tranne che per un aspetto: un po’ di severità/serietà nel vivere i rapporti umani. Lealtà e onestà vissute con molta determinazione. Ma questa è una caratteristica di tutto il teatro di Eduardo, dove i valori universali sono molto forti: lealtà, onestà, rispetto, tradizione. Senza però dimenticare innovazione e anticonformismo. Eduardo è stato uno dei più grandi anticonformisti del secolo, fantastico nel difendere i deboli contro i prepotenti e nel lottare contro le bassezze dell’animo umano, considerandone bonariamente le debolezze.

Ma la grandezza della mia prima esperienza teatrale è stata un’altra: recitare è come vivere una dimensione diversa da quella razionale, senza staccarsi completamente dal proprio corpo.